Al San Paolo gioco e studio delle scienze per offrire un futuro ai nostri ragazzi

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ARTICOLO RIPRESO DALLA GAZZETTA DEL MEZZIOGIORNO DEL 24 LUGLIO 2020

Il mondo che viviamo è in rapida evoluzione. La trasformazione digitale ha impattato ogni settore delle nostra vita – dalla famiglia al lavoro alle relazioni sociali. Si sono accorciate le distanze. Quasi tutto è ormai a portata di un “click”. E i vantaggi generati dalla tecnologia in settori strategici come medicina, ambiente e scuola sono evidenti a tutti. Eppure, ad ogni trasformazione tecnologica segue sempre una certa resistenza. Anche il recente dibattito sul tema dell’app “Immuni” ne è stato un chiaro esempio. Ci si è chiesti se fosse opportuno cedere dati personali per il bene comune, quando poi si è in genere disposti a scaricare app ben più invasive offerte dal mercato. È quindi evidente vi sia un significativo gap culturale. Ad un mondo in continuo rapido mutamento, si contrappone un’utenza vastissima che ignora però la tecnologia e gli algoritmi che fanno funzionare i dispositivi. E questo è ancora più rilevante se si pensa che il 50% delle professioni del futuro riguarderanno automazione e digitale, e che ben il 65% di questi lavori non esiste ancora. A questo scenario è opportuno rispondere con politiche innovative adeguate, che ri-portino al centro le materie “dure”, STEM (per usare l’acronimo anglosassone), ossia le discipline tecniche e scientifico-matematiche.

Per tutte queste ragioni, e non solo perché da anni mi occupo di innovazione tecnologica, trasferimento tecnologico e sviluppo del business, da quando ho iniziato l’avventura come consigliere del Municipio 3, mi son detto: “Proverò a portare un pezzo del mio mondo professionale nel territorio che rappresento per provare a riqualificarlo!. “Da queste parti” – mi son detto – “sarebbe straordinario riuscire a creare nuove opportunità attraverso competenze logico-matematiche!”.

Perché, oggi più che mai, è importante far maturare ai ragazzi competenze logico-matematiche, computazionali e metacognitive. Se non è possibile prevedere il futuro, resta comunque un dovere della politica preparare le nuove generazioni e metterle nelle condizioni ideali per approcciarsi, sì, ad un futuro lavorativo ignoto, ma dove senz’altro la matematica, la tecnica e la flessibilità saranno caratteristiche con cui dovranno fare i conti.

Ed è proprio in questa direzione, per esempio, che punta il centro estivo organizzato dall’associazione Alumni Mathematica, organizzazione no profit impegnata da anni nella divulgazione delle scienze matematiche. Un centro estivo che abbiamo pensato e progettato insieme e che si rivolgerà a ragazzi dagli 8 ai 10 anni dove, attraverso laboratori, giochi ed esperimenti, i ragazzi entreranno in contatto con le discipline scientifiche: dalla matematica alla fisica, dalla chimica alla biologia, dalla logica all’astronomia e così via.

E sono contento che l’Associazione abbia accolto il mio invito a svolgere il centro estivo nel quartiere “San Paolo”. Il centro partirà nei prossimi giorni e avrà come location un luogo storico, la Casa dei Padri della Parrocchia della Divina Provvidenza. E questa contaminazione tra quartieri popolari e iniziative innovative diventa una formula unica per giungere a ricadute sociali importanti o, se si vuole, ad un terremoto vero e proprio che può generare un fermento e un nuovo ossigeno in un territorio spesso abbandonato ma che ha un potenziale di crescita e sviluppo importante, forse unico nel contesto cittadino.

Perché portare le periferie al centro può voler dire anche “portare il centro nelle periferie”.

Si tratta dunque di una visione lunga, non solo con le parole, ma anche – e soprattutto – con azioni concrete e reali di decentramento della conoscenza.

Stefano Franco
Consigliere Municipio 3

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