Siamo in campagna elettorale

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SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE

Questo è un dato di fatto. E sapete da dove ce ne possiamo accorgere? Dal fatto che dal giorno alla notte cambia l’atteggiamento di taluni personaggi.

Vi racconto un aneddoto. Ieri sera vengo contattato da una persona che rientra nella più ampia categoria del “terzo settore” che mi ha detto così: “Ciao Stefano, volevo avvisarti che sono stato contattato dal consigliere comunale X che mi ha detto che per risolvere il problema Y mi farà incontrare il consigliere municipale sig.Z. Volevo avvisarti per rispetto, dato che tu sei stato sempre vicino a noi dall’inizio. Scusami”.

Ora, per carità, ben venga chiunque voglia risolvere le problematiche Y dei nostri Quartieri. Ma possibile che davvero questo impegno debba essere garantito solamente nelle tornate elettorali? Possibile davvero che ci possa essere ancora chi fa politica che pensa di abbindolare l’elettorato con promesse di dubbia risoluzione?

Essì, fatemelo dire, perché finché uno potesse risolvere il problema Y in un tempo consono entro la campagna elettorale, allora ci può stare pure. Anche se, mi verrebbe da dire, perché non averlo fatto prima? Ma se, invece, realisticamente il problema Y non potrà essere risolto entro la campagna elettorale, perché fare queste promesse che appaiono davvero strumentalizzazioni dei problemi delle persone per i propri interessi?

E non parliamo di chi per anni non si è fatto vedere nei quartieri e oggi inizia le passeggiate “per conoscere le problematiche dei cittadini”, dicono. Ma, suvvia, davvero questo potrebbe apparire come un atteggiamento serio?

Ovviamente io mi permetto di parlare così perché ho fin dall’inizio camminato nelle vie dei nostri quartieri, ho incontrato centinaia di cittadini, decine di associazioni e realtà del territorio. Non mi sono mai sottratto al confronto, ho sicuramente sbagliato, ma se è successo è stato fatto in buonafede. Non sono l’unico, per carità, tante altre figure politiche hanno fatto lo stesso, e meno male.

Tutto questo per dire solamente una cosa: le persone che ci rappresentano le scegliamo noi. Il 25 settembre dovremo scegliere chi ci rappresenterà al Parlamento. Io ho le mie idee, e ben salde, ma non voglio in questo momento fare propaganda. Vorrei solamente lanciare un appello: scegliamo persone competenti, credibili, che sono state presenti davvero; che non promettono l’impossibile e se lo fanno non lo fanno solo nelle campagne elettorali; che abbiano dei valori saldi, che sappiano ascoltare senza dire sempre si; che abbiano esperienza ma che si mettono comunque in discussione. E tante altre cose. Ma, sopratutto, votiamo chi pensiamo abbia l’autorevolezza di rappresentarci, e che lo faccia nè per proprio nè per tornaconto di qualcun altro. Ma che creda davvero in quello che dica e abbia a cuore i nostri problemi.

Io ci credo ancora che l’Italia può cambiare all’interno delle cabine elettorali e non nelle promesse da bar fatte in campagna elettorale.

(nella foto di repertorio un clean-up di quartiere organizzato con alcuni residenti attivi e Generazione San Paolo)

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