Al San Paolo il disagio ha ancora solide radici

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Negli ultimi mesi abbiamo assistito nel territorio del quartiere San Paolo ad un susseguirsi di
episodi di micro-criminalità: dalle pietre lanciate all’orchestra del Petruzzelli in una serata
organizzata dal Comune di Bari, al più recente episodio capitato nell’Istituto Majorana dove un
docente è stato picchiato da alcuni individui entrati a scuola in orario curriculare.

In realtà tali episodi sono solamente gli ultimi capitati e portati alla ribalta dai media locali. Le
situazioni critiche al Quartiere San Paolo sono purtroppo molto più quotidiane, e molto più
drammatiche. Chi vive quotidianamente “il Quartiere” sa bene quanto è difficile accettare gli spari
dei fuochi artificiali notturni, gli schiamazzi a qualsiasi ora del giorno e della notte, la non curanza
del bene pubblico, la sensazione di abbandono e di distacco rispetto al centro cittadino.
Questa panoramica ha un nome, e dobbiamo iniziare ad avere il coraggio di attribuire i nomi ai
problemi: questa situazione si chiama DISAGIO.

Il disagio dei ragazzi in dispersione scolastica; il disagio di chi avendo perso il lavoro non riesce a
riposizionarsi e subisce l’umiliazione di non riuscire a pagarsi le bollette; il disagio di chi vive in
abitazioni in cui è costretto ad accettare tutto quello che succede nel proprio condominio per
“evitare i problemi”; il disagio dei giovani di buona famiglia che si vergognano di dire che abitano
al Quartiere; il disagio di chi vorrebbe aprire un’attività commerciale ma sa che qui questo è un
privilegio non concesso a tutti; il disagio di chi vorrebbe mandare il proprio figlio in una scuola
superiore del proprio territorio, ma sa che questo non è possibile; il disagio degli anziani lasciati
soli senza uno spazio di aggregazione; il disagio degli operatori ed educatori del territorio che
vedono costantemente azzerati i propri sforzi a causa di episodi di micro-criminalità che creano
un alone di incertezza nella propria azione educativa.

Sono troppi anni che manca nel Quartiere San Paolo una vera e propria strategia di rilancio e
riqualificazione territoriale. I dati e gli episodi dimostrano che, sebbene molto sia stato fatto in tema
welfare, molto c’è ancora da fare.

Al San Paolo c’è un problema di disagio, forte e chiaro. E, se non è una novità, sicuramente non
possiamo continuare a perdere tempo. Bisogna intervenire urgentemente con misure di contrasto
a tale disagio, coinvolgendo, oltre ai ragazzi, anche le famiglie e gli anziani.

Dobbiamo avere il coraggio di credere che sia ancora possibile costruire condizioni di benessere
per chi abita in certi quartieri emarginati. La realizzazione di un liceo, la creazione di un centro di
aggregazione per gli anziani, l’istituzione di uno spazio da destinare alle realtà dei giovani del
territorio, l’inaugurazione di un istituto di arti e mestieri per giovani ed esodati non sono chimere,
sono progetti che se si decide di lavorare insieme (Comune, Municipio, cittadinanza…) si possono
realizzare.

Non abbiamo noi la colpa di quello che succede al Quartiere San Paolo ma come rappresentanti
delle istituzioni abbiamo la responsabilità di trovare soluzioni e dare risposte.

Non si può rimanere indifferenti e, purtroppo, non basta ignorare la problematica per risolverla.
Per tale ragione è diventato quanto mai opportuno creare presupposti seri di incontro e riflessione
congiunta tra Municipio 3 e Assessorato al Welfare del Comune di Bari.

Bisogna intervenire, ora.

articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 ottobre 2022

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